Basilica di San Francesco a Bologna

Interventi di riparazione post sisma nella Basilica di San Francesco in Piazza Malpighi n.9, a Bologna

Progetto delle Strutture: Ing. Gilberto Dallavalle – Ing. Michele Naldi

Progetto Architettonico: Arch. Giorgio Pasqualini

La prima pietra fu posta nell’abside, circa 10 anni dopo la morte di Giovanni Bernardone, meglio conosciuto come “San Francesco d’Assisi”, ossia nell’anno 1236. Si ignora l’Architetto. La Basilica, è la seconda Chiesa Francescana per dimensioni, importanza artisitica e storica, la cui costruzione è stata definitivamente terminata nell’anno 1263. La Basilica è la prima Chiesa in Italia a tre navate in puro stile ogivale e presenta una lunghezza di circa 63 m per una larghezza di circa 27 m.

Tratto dal Collamarini

 

Solamente nel XIV secolo, gli interventi di Antonio di Vincenzo conclusero definitivamente la costruzione della Chiesa e del complesso conventuale. In merito alla Cappelle radiali o absidali, i documenti attestano la loro costruzione verso gli anni 1330-1348 .

La Basilica è a tre navate con asse in direzione Est-Ovest. L’abside si sviluppa con coro, deambulatorio e nove cappelle radiali. All’esterno, si dipana un ventaglio di archi rampanti sul fronte Est.

Foto dal ballatoio Nord

Sui fronti Nord e Sud, gli archi rampanti in pieno stile gotico, contrastano le spinte della copertura della navata centrale: il sapiente costruttore della Basilica, Frate Andrea, non ha realizzato tutti gli archi rampanti di controspinta con medesima mole inerziale e dimensionale; infatti, gli archi presentano maggior grandezza ed inerzia solamente dove contrastano le spinte delle grandi volte “a sei vele” della navata centrale, mentre sono di minore dimensione nel comparto intermedio.

La Basilica rappresenta ed esalta nella Sua costruzione, il pieno stile Gotico, sia per quanto riguarda gli archi rampanti che le strutture ogivali, includendo, comunque, un apporto romanico assai evidente. La Fabbrica Francescana fu interessata da varie campagne di restauri a cura di Alfonso Rubbiani tra il 1886 e il 1906. Nel 1927 si intervenne nell’atrio sotto ai campanili e tra il 1935 e 1939 fu restaurato il chiostro dei Morti. I bombardamenti del secondo conflitto mondiale e precisamente il  24 Luglio 1943, produssero danni ingenti che furono riparati tra la fine degli anni quaranta e l’inizio degli anni cinquanta.

 

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