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Puntata di Dedalus su Castel San Pietro Terme

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Il programma culturale “Dedalus” di èTV ha trasmesso nella puntata del 28 Aprile 2021 uno speciale sulla Città di Castel San Pietro Terme e sul suo patrimonio artistico e culturale. Il Cassero, la Parrocchia di Santa Maria Maggiore, l’Ex Chiesa di San Francesco ora sede delle poste, Il Santuario del SS Crocifisso con il suo bellissimo carillon, L’Ex Prefettura sede dell’Osservatorio Nazionale Miele, la Chiesa dei Frati Minori Cappuccini, Il Golf Club Le Fonti, il meraviglioso Giardino degli Angeli, il parco lungo Sillaro, il lago Scardovi e lo stabilimento Termale sono stati i protagonisti della puntata.

Dedalus puntata su Castel San Pietro Terme del 28 Aprile 2021

Durante la puntata, un mio piccolo contributo per la  città.

Alcune pillole sulla “Parrocchia di Santa Maria Maggiore“: si trova sulla Piazza Maggiore e risale ai primi anni del Castrum Sancti Petri, compiuta nel 1209. Nel 1300 il primo rettore. Il primo libro dei battezzati risale al 1535. Nel 1410 fu dichiarata Cattedrale a seguito della lunga dimora di Papa Giovanni XXIII (l’antipapa) a Castel San Pietro. Primo intervento: 1649/1650 si eresse sul lato sinistro della navata centrale la grande cappella con elegante cupola dedicata alla Beata Vergine del Rosario, su progetto dell’Arch. Francesco Martini. Secondo intervento: 1699 su progetto di Giuseppe Torri (1655-1713) fu eretta la Cappella Maggiore, ossia l’attuale presbiterio. Terzo intervento: nell’agosto del 1752 fu un gesuita in Missione che ebbe l’idea di innalzare la navata centrale alla stessa quota della cappella laterale. L’impresa fu affidata a Alfonso Torreggiani da Budrio (1700-1764). In uno studio apparso sulla rivista municipale di Bologna del 1934, viene attribuito il portale della facciata a Nicolò Dell’Arca. All’interno della Chiesa, è custodito il bellissimo presepe dell’artista castellano Cleto Tomba. Il campanile risale al 1364 e le campane furono fuse nel 1828 dall’arciprete Faldi. Alcune pillole sulla “Ex Chiesa di San Francesco: tra la via Palestro e la via Carducci,  fu eretta la prima fabbrica francescana nel Castrum da parte dei Minori Osservanti, realtà ufficialmente presente nel paese a seguito del decreto del 26 febbraio 1522. La Chiesa fu eretta agli inizi del 1600 su disegno dell’Arch.Francesco Martini, forse compiuta nel 1616. Accanto alla Chiesa, un meraviglioso campanile alto 65 piedi e completato prima del 1630. Purtroppo, la fabbrica francescana non esiste più dall’ultimo conflitto mondiale, completamente cancellata dalle mine tedesche nel 1945. Del campanile resta solamente la cuspide, che riposa solenne nella canonica della Parrocchia. La Chiesa fu costruita sui resti di un edificio rustico rurale, risalente tra il II e III d.C. I frammenti più antichi ritrovati nell’area risalgono al I a.C.  Alcune pillole sul “Santuario del Santissimo Crocifisso“: sorge su un piccolo oratorio del 1602. La prima pietra fu posata il 24 marzo 1737 e l’inaugurazione avvenne il 7 maggio 1741. In fondo al coro, la prodigiosa immagine di Gesù Crocifisso donata ai castellani nel 1543. Il campanile, su disegno dell’Ing.Luigi Gulli, fu eretto nel 1926 e l’inaugurazione avvenne il 6 aprile 1930. Unico in Europa, il campanile ospita 55 campane fuse dalla ditta “Cesare Brighenti” di Bologna: la particolarità risale dal fatto che le campane vengono suonate mediante una tastiera da pianoforte posta all’interno del campanile. Il congegno fu progettato e ideato da Giulio Gollini, grande nell’arte meccanica e musicista di raro talento.  Alcune pillole sulla “Chiesa dei Frati Minori Cappuccini“:  dedicata a Sant’Antonio di Padova e Santa Giuliana dé Banzi, sorge a Sud della torre dell’orologio a circa 440 metri da essa. Nel 1623 p. Feliciano Lampugnani eresse la croce del convento sul lotto di terra che vide la prima pietra nel 1624. La Chiesa fu inaugurata il 30 settembre 1640. Le cappelle laterali furono edificate dopo la costruzione della Chiesa e precisamente dal Marchese Malvasia nel 1649 e dal Marchese Locatelli nel 1661 e 1666. Alle ore 13:00 dell‘8 aprile del 1966, la navata centrale e le cappelle laterali furono completamente devastate da un terribile incendio. Furono ricostruite mediante rivestimento in marmo, non consono ai dettami dell’architettura Cappuccina. L’ultimo intervento di consolidamento strutturale da me progettato e diretto, è avvenuto nell’anno 2017.  All’interno della Chiesa riposano personaggi illustri, tra cui il Principe Galeotto Pico della Mirandola (deceduto il 21 febbraio 1730 all’età di 66 anni), figlio del Duca Alessandro II.

COMUNE DI

CASTEL
SAN PIETRO
TERME

CITTA METROPOLITANA DI BOLOGNA

Sul sito del Comune di Castel San Pietro Terme viene annunciata la trasmissione dedicata a Castel San Pietro Terme nella puntata speciale di “Dedalus” su èTv-Rete7 condotta da Massimo Ricci che è andata in onda mercoledì 28 aprile alle ore 21, con la collaborazione di Città Metropolitana – Bologna Welcome.

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“Festa della storia 2020” a Castel San Pietro Terme

Lunedì 9 novembre 2020

Ore 18.00 – ONLINE “Festa della storia” di Castel San Pietro Terme dal link di Youtube della Festa della Storia

Presentazione del libro di  Michele Naldi : “LA FABBRICA DI SAN FRANCESCO E I MINORI OSSERVANTI IN CASTRO SANCTI PETRI” .  La chiesa di San Francesco fu costruita agli inizi del 1600. Purtroppo fu demolita nel corso dell’ultima Guerra Mondiale e mai più ricostruita, perciò l’autore ha ricercato, visionato e studiato molti documenti storici conservati in vari archivi e testi storici del tempo.   Inoltre Michele Naldi fa un accenno  sul suo nuovo libro di prossima pubblicazione riguardante  il passaggio  a  Castel San Pietro di San Francesco, nel 1222, dal titolo “GIOVANNI DI PIETRO DI BERNARDONE SI FERMA NEL SOBBORGO E VI PREDICA”.  A cura dell’Associazione Culturale TERRA STORIA MEMORIA di Castel San Pietro Terme.

L’evento sarà preceduto dai saluti dell’Assessore alla Cultura del Comune di Castel San Pietro Terme Fabrizio Dondi.

Basilica di San Francesco a Bologna

Interventi di riparazione post sisma nella Basilica di San Francesco in Piazza Malpighi n.9, a Bologna

Progetto delle Strutture: Ing. Gilberto Dallavalle – Ing. Michele Naldi

Progetto Architettonico: Arch. Giorgio Pasqualini

La prima pietra fu posta nell’abside, circa 10 anni dopo la morte di Giovanni Bernardone, meglio conosciuto come “San Francesco d’Assisi”, ossia nell’anno 1236. Si ignora l’Architetto. La Basilica, è la seconda Chiesa Francescana per dimensioni, importanza artisitica e storica, la cui costruzione è stata definitivamente terminata nell’anno 1263. La Basilica è la prima Chiesa in Italia a tre navate in puro stile ogivale e presenta una lunghezza di circa 63 m per una larghezza di circa 27 m.

Tratto dal Collamarini

 

Solamente nel XIV secolo, gli interventi di Antonio di Vincenzo conclusero definitivamente la costruzione della Chiesa e del complesso conventuale. In merito alla Cappelle radiali o absidali, i documenti attestano la loro costruzione verso gli anni 1330-1348 .

La Basilica è a tre navate con asse in direzione Est-Ovest. L’abside si sviluppa con coro, deambulatorio e nove cappelle radiali. All’esterno, si dipana un ventaglio di archi rampanti sul fronte Est.

Foto dal ballatoio Nord

Sui fronti Nord e Sud, gli archi rampanti in pieno stile gotico, contrastano le spinte della copertura della navata centrale: il sapiente costruttore della Basilica, Frate Andrea, non ha realizzato tutti gli archi rampanti di controspinta con medesima mole inerziale e dimensionale; infatti, gli archi presentano maggior grandezza ed inerzia solamente dove contrastano le spinte delle grandi volte “a sei vele” della navata centrale, mentre sono di minore dimensione nel comparto intermedio.

La Basilica rappresenta ed esalta nella Sua costruzione, il pieno stile Gotico, sia per quanto riguarda gli archi rampanti che le strutture ogivali, includendo, comunque, un apporto romanico assai evidente. La Fabbrica Francescana fu interessata da varie campagne di restauri a cura di Alfonso Rubbiani tra il 1886 e il 1906. Nel 1927 si intervenne nell’atrio sotto ai campanili e tra il 1935 e 1939 fu restaurato il chiostro dei Morti. I bombardamenti del secondo conflitto mondiale e precisamente il  24 Luglio 1943, produssero danni ingenti che furono riparati tra la fine degli anni quaranta e l’inizio degli anni cinquanta.