Archivio dell'autore %s Michele Naldi

Progetto strutturale di un solaio per civile abitazione in vetro stratificato

A Castel San Pietro Terme in pieno centro storico, ho appena progettato un solaio con struttura portante in vetro, costituita da lastre con sequenza temprato+indurito+temprato ed intercalare in PVB.

Applicando la CNR-DT 210/2013, si è proceduto al dimensionamento delle lastre anche in condizione post rottura.

Tramite il metodo Enhanced Effective Thickness, si è determinato lo spessore equivalente della lastra al fine di determinare lo stato tensionale agente in funzione della ipotesi di vincolo e dei sovraccarichi distribuiti e concentrati puntuali, applicati sulla lastra stessa.

Rinforzo capriate lignee esistenti nella Chiesa SS Trinità a Bologna

La chiesa della SS Trinità fu eretta per volontà dell’antica comunità delle monache Gesuate già insediate in area limitrofa fin dalla meta del secolo XV. La costruzione, su progetto del bolognese Francesco Martini ebbe inizio nel 1662 ed ebbe termine nel 1709.

L’intervento riguarda il consolidamento delle capriate lignee di copertura nella Chiesa della SS Trinità a Bologna, in via Santo Stefano, mediante il rinforzo dei nodi di collegamento e delle catene di contrasto alla spinta orizzontale dei puntoni.

Progetto e direzione lavori delle Strutture: Dott.Ing. Gilberto Dallavalle – Dott.Ing.Michele Naldi

Progetto Architettonico e direzione lavori: Arch. Giorgio Pasqualini

 

Prove di carico su piastra eseguite sul rilevato stradale del Ponte Mingardona

La prova di carico eseguita, permette di determinare il modulo di deformazione Md al fine di una misura convenzionale della capacità portante del rilevato stradale.  Mediante una prova di carico a doppio ciclo di carico con piastra circolare di diametro 300 mm, si determina il modulo di deformazione Md con l’espressione riportata nel Bollettino Ufficiale n.146 CNR del 14 Dicembre 1992, ossia ottenuto dal rapporto tra l’incremento della pressione trasmessa alla piastra circolare e il corrispondente incremento di cedimento della superficie, il tutto moltiplicato per il diametro della piastra.

Un cammino lungo quattro secoli

Un cammino lungo quattro secoli

«Il Convento dei Frati Cappuccini è al centro della vita culturale e sociale, oltre che religiosa, della città, e al suo interno si può sempre trovare un sorriso e una porta aperta – sono le parole del sindaco Fausto Tinti, riferite dall’assessore alla Cultura Fabrizio Dondi, che ha partecipato all’incontro in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale -. L’idea di Padre Paolo di una pubblicazione che metta a fuoco l’intervento di consolidamento della Chiesa del Convento, oltre alle sorprendenti scoperte che si sono rivelate mettendo a nuovo la struttura, non poteva che trovare nell’Amministrazione comunale un motivo di grande entusiasmo e interesse. E’ una pura e semplice “questione d’affetto”, per riprendere lo slogan che contraddistingue questa collaborazione tra le molte persone che hanno manifestato attenzione spontanea e partecipazione fattiva alla raccolta fondi per il restauro della Chiesa. Verso di loro la nostra Amministrazione ha un debito di gratitudine e sono certo che la presente pubblicazione sarà un ulteriore strumento di ricerca e d’interpretazione della nostra storia, così piena di autentica generosità, come quella che i frati minori del Convento dei Cappuccini di Castel San Pietro ci hanno sempre elargito a piene mani».

Presente in queste biblioteche

 

La Fabbrica di S. Francesco e i Minori Osservanti in Castro Sancti Petri

La Fabbrica di S. Francesco e i Minori Osservanti in Castro Sancti Petri

Non sono uno storico, tanto meno uno scrittore.

L’incipit introduttivo non è tra i migliori al fine di raccontare, alla mia Città, sull’ex Chiesa di S.Francesco e l’Ordine dei Minori Osservanti in Castel San Pietro. Prego quindi il lettore di perdonarmi qualora si aspettasse da parte mia, un documento completo e saliente riguardo l’ex fabbrica francescana; il mio desiderio, nella piena umiltà delle mie facoltà di “storico” è stato quello di raccogliere, cercando umilmente di ordinare e trascrivere in semplici appunti, le informazioni reperite dopo circa due anni di ricerche e di studi. Mi scuso fin d’ora col lettore nel caso ci fossero inesattezze, ovviamente non volute ma assai probabili nell'arduo compito di riassumere stessi eventi riportati da più fonti, a volte non facilmente leggibili e cronologicamente confuse.

Autore: Giovanni Buonfiglioli

Spero che lo scopo sia stato raggiunto in queste poche pagine.

L’ex Chiesa di San Francesco, tassello storico del Castrum Sancti Petri, con la Sua presenza e testimonianza, conserva, valorizza e accresce la storia locale del nostro amatissimo Castello.

Interessante la citazione di Padre Flaminio di Parma nel primo tomo delle Sue “Memorie Istoriche”: “Molti dell’insegne Studio di Bologna si ricoverarono in Castello S.Pietro, come in luogo assai acconcio, per tranquillamente coltivare le Scienze”.

La “caccia” al documento non è stata semplice, ve lo assicuro, tanto meno scrivere circa la vita di un fabbricato e di una comunità religiosa, quando oramai essi non esistono più da qualche secolo.

Tale ricerca però mi ha anche molto appassionato, sia come curioso che come socio dell’Assoc. TERRA STORIA MEMORIA. In tanti momenti ho percepito netta la sensazione di essere avvolto da una piacevolissima atmosfera quasi di mistero perché penetravo sempre più in un vissuto che mi appartiene come cittadino di Castel San Pietro Terme e come fortunato erede di questa comunità.

 

La documentazione visionata, presente nei vari archivi consultati, è scarsa e scarna di planimetrie o schemi grafici salienti che possano raffigurare nella sua completezza l’Ex Chiesa di San Francesco, eretta solenne di fronte alla Piazza Saragozza, che costeggiava la via Framella di Sotto (oggi via Palestro).

Il tempo trascorso tra l’idea di scrivere questo quaderno e la concretizzazione della stessa su un foglio di carta è stato di circa due anni, convissuti, confesso, con parecchi ripensamenti e dubbi: l’attesa mi ha comunque sempre permesso la continua consultazione dei documenti storici riguardo i Minori Osservanti che affioravano sfogliando i faldoni conservati tra i vari Archivi: il lettore ripensi all'esclamazione di Gregorio Magno “Mi è stato più utile il lungo dubbio di Tommaso che la fede immediata della Maddalena”.

La fabbrica francescana non esiste più dall'ultimo conflitto mondiale, completamente cancellata dalle mine tedesche nel 1945. Gli Osservanti a Castel San Pietro non esistono più dal 1810.

L’unica testimonianza materiale rimane nella guglia del campanile, che ora si trova – ancora solenne - nel giardino interno alla canonica della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore.

Ringrazio quanti nelle mie ricerche mi sono stati larghi di consigli, suggerimenti e testi ormai rari (alcuni di essi, dono prezioso del caro amico Luigi Castellari, mancato alcuni anni fa).

Un grazie particolare è rivolto alla Prof. Lia Collina e all’Ing. Eolo Zuppiroli, che mi hanno sempre sostenuto in questa iniziativa, fornendomi preziosa documentazione.

Un grazie particolare all’amico Marco Casadio Loreti, il quale mi ha aiutato nella consultazione dei documenti nei vari archivi.

Ancora un grazie speciale all’amico e Maestro Giorgio Biondi, attento lettore di questo manoscritto e correttore delle bozze.

Castrum Sancti Petri, Die 13 Maius MMXIX

Presente in queste biblioteche


Docente per il corso “CAPOSQUADRA: EVOLUZIONE TECNOLOGICA DEL CANTIERE 2020″ presso IIPLE di Bologna

Il corso (momentaneamente sospeso per emergenza sanitaria) prevede tre lezioni di mia docenza e precisamente:

  1. Trasformazione tecnologica degli elementi architettonici e dei sistemi costruttivi negli edifici nuovi: sistemi costruttivi a secco, prefabbricati, strutture miste in acciaio e c/a.
  2. Trasformazione tecnologica degli elementi architettonici e dei sistemi costruttivi negli edifici nuovi: strutture ed edifici in legno lamellare e multistrato
  3. L’impatto degli impianti sulle strutture edilizie, interferenze con le lavorazioni tradizionali e corrette modalità di gestione delle criticità durante l’istallazione.

Corsi caposquadra

Per info

 

Collaudo delle opere strutturali riguardo i lavori di pronto intervento per somma urgenza sulla spalla e sui muri d’ala del Ponte Mingardona, Castel San Pietro Terme

Il ponte Mingardona, realizzato nel 1957 dalla Bonifica Renana, collega le aree in destra e sinistra idraulica al torrente Sillaro, caratterizzate nel corso degli anni da un’importante evoluzione antropica.
Il ponte, a 5 campate in cemento armato, presenta una larghezza complessiva della piattaforma stradale, comprensiva di marciapiede, pari a 5,50 m.
Già nel 1994 il muro andatore a monte della spalla lato San Clemente, crollato a seguito di scalzamento del piede per effetto di erosione della corrente, è stato oggetto di ricostruzione mediante la realizzazione di fondazione profonda su pali ed elevazione in cemento armato.

I lavori comprendono in sintesi:

  • la ricostruzione del muro d’ala di valle della spalla lato San Clemente, con fondazione profonda su pali trivellati (diametro 60 cm – profondità 12,00 ml) ed elevazione in cemento armato di altezza massima 7,50 ml circa;
  • la realizzazione di un muro in gabbioni (lunghezza 25,50 ml – altezza massima 5,00 ml) a protezione del piede del rilevato stradale allo sbocco del rio San Clemente nel torrente Sillaro, costituito da elementi in rete metallica riempiti con pietrame di cava;
  • la realizzazione di un’opera di protezione del piede della spalla lato San Clemente e del muro d’ala ricostruito nel 1994 a seguito del crollo per erosione, consistente in una platea di cemento armato completamente interrata (larghezza 2,50 ml circa – estensione 16,00 ml), dotata di taglione anteriore ed ancorata a micropali di lunghezza pari a 6,00 ml;
  • la risagomatura dell’alveo per indurre il passaggio della corrente sotto le campate centrali;
  • il ripristino della viabilità d’accesso al ponte, mediante rifacimento della porzione di rilevato franata (lato San Clemente) e della relativa pavimentazione stradale, oltre all’installazione di un breve tratto di guard-rail metallico per ripristinare le preesistenti condizioni di sicurezza. 

Chiesa del Buon Ladrone – Mura San Carlo – Comune di San Lazzaro di Savena

La famosa rivista di architettura on line più letta al Mondo “De Zeen” ha inserito la Chiesa del Buon Ladrone tra le 10 più belle al mondo dell’anno 2019.

Orgoglioso e onorato di avere progettato e diretto le strutture. 

Per accedere alla pagina della rivista cliccate qui 

Nuova costruzione di un complesso Parrocchiale e Chiesa di San Disma in Comune di San Lazzaro di Savena (Bologna), località Mura San Carlo.

Committente: Parrocchia San Lorenzo del Farneto

Progettazione Architettonica: INOUT Architettura, LADO Architetti, LAMBER+LAMBER

Progettazione delle Strutture e Direttore dei Lavori strutturali: Dott.Ing.Michele Naldi

Collaudatore in corso d’opera: Dott.Ing. Gilberto Marino Dallavalle

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Basilica di San Francesco a Bologna

Interventi di riparazione post sisma nella Basilica di San Francesco in Piazza Malpighi n.9, a Bologna

Progetto delle Strutture: Ing. Gilberto Dallavalle – Ing. Michele Naldi

Progetto Architettonico: Arch. Giorgio Pasqualini

La prima pietra fu posta nell’abside, circa 10 anni dopo la morte di Giovanni Bernardone, meglio conosciuto come “San Francesco d’Assisi”, ossia nell’anno 1236. Si ignora l’Architetto. La Basilica, è la seconda Chiesa Francescana per dimensioni, importanza artisitica e storica, la cui costruzione è stata definitivamente terminata nell’anno 1263. La Basilica è la prima Chiesa in Italia a tre navate in puro stile ogivale e presenta una lunghezza di circa 63 m per una larghezza di circa 27 m.

Tratto dal Collamarini

 

Solamente nel XIV secolo, gli interventi di Antonio di Vincenzo conclusero definitivamente la costruzione della Chiesa e del complesso conventuale. In merito alla Cappelle radiali o absidali, i documenti attestano la loro costruzione verso gli anni 1330-1348 .

La Basilica è a tre navate con asse in direzione Est-Ovest. L’abside si sviluppa con coro, deambulatorio e nove cappelle radiali. All’esterno, si dipana un ventaglio di archi rampanti sul fronte Est.

Foto dal ballatoio Nord

Sui fronti Nord e Sud, gli archi rampanti in pieno stile gotico, contrastano le spinte della copertura della navata centrale: il sapiente costruttore della Basilica, Frate Andrea, non ha realizzato tutti gli archi rampanti di controspinta con medesima mole inerziale e dimensionale; infatti, gli archi presentano maggior grandezza ed inerzia solamente dove contrastano le spinte delle grandi volte “a sei vele” della navata centrale, mentre sono di minore dimensione nel comparto intermedio.

La Basilica rappresenta ed esalta nella Sua costruzione, il pieno stile Gotico, sia per quanto riguarda gli archi rampanti che le strutture ogivali, includendo, comunque, un apporto romanico assai evidente. La Fabbrica Francescana fu interessata da varie campagne di restauri a cura di Alfonso Rubbiani tra il 1886 e il 1906. Nel 1927 si intervenne nell’atrio sotto ai campanili e tra il 1935 e 1939 fu restaurato il chiostro dei Morti. I bombardamenti del secondo conflitto mondiale e precisamente il  24 Luglio 1943, produssero danni ingenti che furono riparati tra la fine degli anni quaranta e l’inizio degli anni cinquanta.

 

Progetto strutturale degli interventi di riparazione post sisma nel Complesso Parrocchiale di Santa Isaia, Bologna

La Chiesa di Santa Isaia sorge a Bologna, in via dè Marchi n.31, angolo via Santa Isaia ed è di origine antichissima. Dagli atti, risulta essere fondata verso la fine del I secolo D.C.

In questa via, anticamente denominata “Borghetto dei Bambaglioli” abitò Graziolo, cancelliere del Comune e primo commentatore della Divina Commedia.

La progettazione esecutiva delle strutture, da me in corso di esecuzione, mira all’esecuzione degli interventi di riparazione dai danni dell’evento sismico avvenuto nel 2012.